Tempo, memoria di lavoro e gestione del carico cognitivo
di Gilberto Petrone | pubblicato il 25 settembre 2025
# a cura di Roberta Reina
La nostra capacità di gestire il tempo dipende meno dall’orologio e più dal cervello.
La memoria di lavoro – quella parte della mente che ci permette di mantenere e manipolare informazioni per brevi periodi – è una risorsa limitata.
La leggenda del multitasking è un grande inganno. Quando cerchi di fare multitasking ti sembra di fare più cose contemporaneamente ma in realtà costringi il tuo cervello a passare rapidamente da un'attività all'altra. Ogni volta che fai questo, il tuo cervello ha bisogno di trovare le informazioni e il contesto relativi all'altra attività. Questo richiede non solo più impegno, ma anche lo affatica.
Quando sovraccarichiamo il sistema nervoso con compiti frammentati, notifiche continue o attività eterogenee, esauriamo rapidamente la memoria di lavoro, riducendo lucidità ed efficacia. Non è un problema di volontà, ma di fisiologia: il cervello ha bisogno di ritmi compatibili con le proprie capacità di elaborazione.
Momenti dedicati solo all’analisi/raccolta informazioni, solo agli incontri e/o telefonate, solo alla pianificazione. In questo modo si riduce il “costo del cambio di contesto” e si salvaguarda l’energia mentale necessaria per prendere decisioni strategiche.
La produttività del professionista non nasce dal correre dietro alle scadenze, ma dal proteggere il carico cognitivo.
Come ricorda De la Bruyere: il tempo non è soltanto una sequenza di minuti, ma un’esperienza legata al modo in cui il cervello organizza e distribuisce l’attenzione”. Famosa è la sua citazione: “Coloro che impiegano male il loro tempo sono i primi a lamentarsi della sua brevità”.
Dando priorità al lavoro che va completato in giornata e chiarendo quali attività possono essere posticipate, riuscirai anche a definire i confini tra lavoro e tempo per te. I limiti sfumati infatti tra lavoro e vita privata possono rendere il carico cognitivo pervasivo e continuo, influenzando i tempi di riposo.
- Stanchezza e frustrazione: affaticamento mentale, che induce a stress e demotivazione.
- Riduzione delle prestazioni: Diminuisce la capacità di concentrazione, la creatività e l'efficacia nel risolvere problemi.
- Problemi di salute mentale: Può contribuire a stati di ansia, distrazione e un senso generale di confusione.
