Letteratura e soldi
di Gilberto Petrone | pubblicato il 6 settembre 2024
***a cura di Roberta Reina
Tra i candidati al Premio Strega di quest’anno, c’era il libro di Melissa Panarello: “Storia dei miei soldi", di cui si è parlato tanto perchè mette al centro del racconto i soldi, un elemento essenziale nelle nostre vite (nostro malgrado) ma evitato nelle nostre conversazioni (soprattutto quelle femminili) perchè considerato una cosa volgare, troppo personale, miserabile, spesso associato alla corruzione dell'animo e alla perdita di valori spirituali.
In realtà nella letteratura italiana e straniera, il tema dei soldi ed il rapporto con essi è stato ampiamente esplorato in modo complesso e sfaccettato, riflettendo le diverse dimensioni psicologiche, morali e sociali che il denaro rappresenta.
Nella letteratura americana, ad esempio, il rapporto dell'uomo con il denaro è ambivalente: può rappresentare sia un mezzo di emancipazione sia una trappola che corrompe l'anima e distrugge i valori umani. Spesso, gli autori usano il denaro per mettere in discussione i fondamenti stessi del sogno americano e del capitalismo, evidenziando le tensioni tra aspirazioni materiali e realizzazione personale.
- "Il mercante di Venezia" di William Shakespeare: Il denaro è al centro delle relazioni tra i personaggi. Shylock, il mercante, rappresenta l'ossessione per il denaro e la vendetta, mentre Antonio, il protagonista, mette a rischio la propria vita per ottenere un prestito per un amico. L'opera esplora temi come l'avidità, la giustizia e il sacrificio.
- "Madame Bovary" di Gustave Flaubert: Emma Bovary è un personaggio che vive al di sopra dei propri mezzi, accumulando debiti nel tentativo di soddisfare i suoi desideri materiali e il bisogno di una vita lussuosa. La sua incapacità di gestire il denaro riflette la sua insoddisfazione esistenziale e porta alla sua rovina.
- "La morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller. La tragedia di Willy Loman, il protagonista, è legata alla sua ossessione per il successo economico e la convinzione che la sua dignità dipenda dal denaro. Loman viene intrappolato da una cultura che misura il valore umano in termini di successo materiale, portandolo alla rovina psicologica.
- "Il grande Gatsby" di F. Scott Fitzgerald
Nel romanzo, Fitzgerald esplora l'illusione del sogno americano attraverso il protagonista, Jay Gatsby, che accumula una grande fortuna nel tentativo di riconquistare il suo amore perduto, Daisy. Il denaro, tuttavia, non gli garantisce la felicità o l'accettazione sociale. Al contrario, il romanzo sottolinea l'effimero valore della ricchezza e la corruzione morale che spesso l'accompagna.
Nella letteratura italiana, il denaro è spesso trattato come un simbolo di potere, corruzione, riscatto o alienazione. Gli autori italiani hanno usato il denaro per riflettere su questioni più profonde legate alla natura umana, ai cambiamenti sociali e alla lotta tra i valori materiali e spirituali.
Posso ricordarne qui solo alcuni:
- "La Divina Commedia" di Dante Alighieri: Nel poema, il denaro è spesso associato al peccato e alla corruzione morale. Nell'Inferno, Dante colloca gli usurai nel settimo cerchio, insieme ai violenti, indicando che il prestito di denaro a usura è un atto contro natura. Il denaro qui rappresenta la perversione dei valori spirituali e morali.
- "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni: In questo romanzo, il denaro gioca un ruolo centrale nella vita dei personaggi. Manzoni esplora il potere del denaro nel corrompere le persone, come nel caso di Don Rodrigo, che cerca di usare la sua ricchezza per piegare gli altri alla sua volontà. Tuttavia, il denaro è anche visto come un mezzo per il bene, come nel caso del cardinale Borromeo, che usa la sua ricchezza per aiutare i poveri.
- "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: Il romanzo descrive la decadenza dell'aristocrazia siciliana e l'emergere di una nuova classe borghese. Il denaro è visto come uno strumento di potere, ma anche come un simbolo della trasformazione sociale. Don Fabrizio, il protagonista, osserva con malinconia come il vecchio mondo basato sull'onore e la tradizione venga sostituito da un mondo in cui il denaro è il principale motore delle relazioni umane.
- "Mastro-don Gesualdo" di Giovanni Verga: Qui il denaro è al centro della vita del protagonista, un uomo di umili origini che riesce a diventare ricco, ma a costo di perdere l'affetto e il rispetto di chi lo circonda. Verga esplora il tema del denaro come strumento di riscatto sociale, ma anche come fonte di alienazione e infelicità.
Ritornando invece ai giorni nostri ed all’ultimo romanzo di Melissa Panarello, il libro narra la storia della protagonista mettendo al centro i suoi soldi, il suo conto corrente che in pochi anni cresce a dismisura e in altrettanti pochi mesi precipita vertiginosamente sotto lo zero.
Clara T. mette a disagio perché è una donna che parla sempre di soldi e ti spiega tutto con i soldi: il rapporto con la madre, col padre, col fratello, coi suoi partner, col figlio. Niente di ciò che spiega Clara T. prescinde da un conto corrente.
Effettivamente non avevo mai pensato a quanto un conto corrente possa parlare di noi: i viaggi, le spese, i piccoli vizi o i doveri familiari, le libertà che ci prendiamo e le catene pesanti a cui siamo legati.
Clara T è un personaggio di fantasia, ma assomiglia alla storia di tante persone che hanno goduto un periodo di fama e di successo e che poi dopo un periodo di silenzio leggiamo che sono caduti in rovina, facendo sorgere una domanda spontanea: "ma come è potuto succedere?".
La protagonista infastidisce perché sperpera il proprio denaro, nonostante il suo ingente capitale non ha un proprio piano di risparmio pensa di vivere di mese in mese contando solo sullo stipendio, un errore enorme perché non si considera la possibilità di un imprevisto che può causare il caos.
Saper gestire in maniera corretta i propri soldi e imparare a non spendere più del necessario o a non fare acquisti impulsivi è molto importante e non è assolutamente una cosa facile che tutti sappiamo fare.
La gestione del denaro è un'abilità cruciale per mantenere stabilità finanziaria e raggiungere obiettivi personali. Si tratta di pianificare e monitorare entrate, spese e risparmi in modo consapevole.
Inoltre le caratteristiche individuali come l’impulsività, la fiducia in sé stessi e la disciplina giocano un ruolo significativo nella gestione del denaro, così come le scelte finanziarie non sono semplicemente il risultato di calcoli razionali, ma piuttosto il riflesso di complessi processi psicologici, influenzati da fattori interni ed esterni. Per contrastare l'impulsività, è utile adottare abitudini come pianificare gli acquisti, stabilire un budget e prendersi del tempo prima di fare una spesa importante. Agire con consapevolezza aiuta a mantenere il controllo delle proprie finanze e a fare scelte più ponderate.
Voglio terminare con una citazione di Giovanni Verga ne "i Malavoglia": "Il denaro è una cosa che non si sa mai se è male o bene, ma che ti fa passare il tempo e le ansie", da un lato, può essere una fonte di ansie e problemi, dall'altro può offrire una forma di distrazione e temporanea soluzione ai problemi quotidiani.
Una cosa è certa, è importante saper gestire bene il proprio denaro o farsi aiutare a gestirlo bene e a prendere decisioni più obiettive e razionali, evitando scelte impulsive.
