SUCCESSIONI: QUALI NOVITA’?
di Gilberto Petrone | pubblicato il 10 luglio 2023
* a cura di Gianluca Di Russo, Consulente finanziario Allianz Bank
Il disegno di legge delega per la riforma fiscale, approvato il 16 marzo 2023 dal Consiglio dei Ministri con procedura d’urgenza oltre a proporre modifiche in generale per l’IRPEF e l’IRES, che costituiscono in ogni caso la ossatura di questa riforma, riguarda anche i tributi indiretti diversi dall’IVA, tra cui l’imposta sulle successioni e donazioni.
La delega si pone l’obiettivo, dichiarato, di semplificare e razionalizzare il sistema, riducendo gli adempimenti ed eliminando i micro-tributi.
I principali interventi previsti in tema di successioni ereditarie dall’articolo 10 del disegno di legge delega fiscale del Governo Meloni sono:
- Prevedere l’autoliquidazione per l’imposta di successione e per l’imposta di registro.
- Semplificare la disciplina dell’imposta di bollo e dei tributi speciali tenendo conto della dematerializzazione dei documenti e degli atti.
- Introdurre un’imposta sostitutiva dei micro-tributi relativi agli atti soggetti all’imposta sulle successioni.
Ricordiamoci che questa imposta in Italia è tra le più basse in Europa e riportare l'Italia vicina agli standard europei, darebbe modo al nostro fisco di avere una concreta previsione di entrate per i prossimi anni, grazie alla ricchezza degli italiani ed al concomitante invecchiamento della popolazione.
In Europa le aliquote sono intorno al 40%. Solo in Lussemburgo ed in Russia gli eredi sono esenti da alcuna imposta.
Ad oggi, le aliquote sono del 4% (tra immobili e cash) per i parenti in linea retta (coniuge e figli), 6% per fratelli e sorelle, 8% negli altri casi.
Ma se le franchigie di un milione per coniugi e figli rendono l'imposta pressoché nulla per la maggioranza della popolazione, un abbassamento dei limiti esenti fino a 200.000 ed un'aliquota al 20%, porterebbe l’Italia in linea con il resto d'Europa e, soprattutto, un gettito presunto di 1200 miliardi di euro per i prossimi 30 anni.
In Italia, circa 1,5 milioni di potenziali eredi rappresenta 56 miliardi di ricchezza privata, con un'imposta finale che con le regole odierne appare trascurabile.
La raccomandazione di influire sulle imposte indirette e di colpire le rendite ci viene direttamente dall'Europa: è preferibile evitare l'incremento di nuove tasse ed imposte per non penalizzare ancor di più consumi ed investimenti.
D'altronde, con una pressione fiscale al 43,5% (59% per le imprese) la tagliola del fisco ha ormai pochi spazi di manovra, mentre la spesa pubblica, in barba ai proclami, ha chiuso il 2022 con un incremento dell'18% rispetto all’anno pre Covid 2019.
In molti si chiedono cosa lasceremo ai nostri figli in termini di futuro e di paese. Le ultime notizie ci fanno rispondere: una pesante eredità.
