Paura e coraggio: le due facce del cambiamento
di Gilberto Petrone | pubblicato il 13 aprile 2022
** * ** a cura di Roberta Reina ** *** **
Nelson Mandela disse: “Ho imparato che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la vittoria su di essa. L’uomo coraggioso non è quello che non è intimorito, ma è colui che conquista la sua paura”.
Ho incontrato negli anni tanti professionisti insoddisfatti, arrabbiati o delusi, bancari competenti desiderosi di diventare consulenti finanziari autonomi però frenati dalla paura di lasciare il posto fisso, il salario fisso, le mansioni fisse e ormai conosciute e ripetute per anni e anche uno stato d’animo fisso: il dolore di svolgere tutti i giorni delle mansioni e non più una professione, il dolore di sapere di poter fare qualcosa di più ma non te lo permettono, il dolore di non avere il coraggio di cambiare e di ascoltare il proprio cuore e realizzare il proprio talento.
Il cambiamento è una delle cose che spaventa di più, non si è mai pronti al cambiamento. A volte è più facile accettare situazioni comode, collaudate, trite e ritrite, rimanendo seduti ad immaginarsi quello che realmente vorremmo piuttosto che cambiare.
Quando si è nei pressi di una scelta che potrebbe portare a un cambiamento, s’innesca il nostro innato meccanismo di sopravvivenza: se faccio quello che ho sempre fatto, tutto andrà bene, so come affrontarlo. Il nostro cervello non ama le novità, perché lo costringono a un dispendio energetico molto alto e a confrontarsi con la paura. La paura di non essere all’altezza, la paura di non poter tornare indietro, la paura di stare peggio, la paura del giudizio degli altri.
Ognuno di noi ha svariate voci nella mente, molte delle quali appartengono a coloro che sono stati importanti per il nostro sviluppo, e alcuni sono diventati nel tempo parte integrante della nostra autoimmagine. Certe sono utili e produttive, altre al contrario sono negative, limitanti, rigide e contrarie. Quando ascoltiamo queste ultime riduciamo enormemente le nostre possibilità di successo, alimentando facilmente dubbi e paure.
Uno degli elementi più limitanti per la felicità degli esseri umani è creare e alimentare conflitti e contraddizioni interne. Le persone sanno che seguire il proprio cuore è la cosa più saggia e giusta, ma raramente prendono questa strada, perdendo così poco per volta la capacità di ascoltarsi, di comunicare con sé stesse.
Accettare il cambiamento non significa agire d’istinto nel prendere le proprie decisioni, bensì, imparare ad ascoltarsi, valutare e vivere ciò che è in noi, per poi capire come comportarsi al meglio.
La sfida quindi è quella di iniziare ad accorgersi dei limiti della situazione in cui ti trovi in questo momento e del potenziale che c’è oltre il cambiamento. Affronta il cambiamento con intelligenza e con la mente, ma non farti vincere dall'idea che esso preveda solo dei rischi, perché in realtà prevede prima di tutto tante opportunità.
Non esistono decisioni sbagliate, ma solo diverse opportunità fra le quali scegliere. Non esiste una scelta giusta o sbagliata, conta la scelta che ti fa stare bene, che mette d’accordo cuore, mente e viscere.
Non c’è solo il cambiamento catastrofico ossia quello immediato che provoca la rottura dell’equilibrio tramite un evento o tramite una necessità; il cambiamento può essere anche graduale e si attua nel medio lungo periodo o talvolta il cambiamento è anche esponenziale, ossia si attua quando si ha una fortissima resistenza, e si sviluppa adottando una serie di tanti piccoli cambiamenti fino a quando la loro somma arriverà a produrre un unico grande cambiamento.
È il tuo potere di scelta che ti permette di attivare un cambiamento positivo nella tua vita. Agendo sul tuo potere di scelta, avrai maggiori opportunità di cambiare la tua vita in meglio. Più opportunità creerai per cambiare in meglio la tua vita, più la tua stessa vita diventerà appagante e più felice.
Non perdere dunque il coraggio, puoi fare di più, ma soprattutto ti meriti di più, devi andare avanti e credere nelle tue capacità. Il consiglio che spesso rivolgo ai candidati che incontro è di avere fiducia nelle proprie capacità e di sforzarsi di immaginare lo scenario che prenderebbe forma una volta raggiunto l’obiettivo, anzi di provare a trovarsi con la mente e con il cuore già al di là del problema.

