CONSULENTI: CONSAPEVOLEZZA MORALE E ETICA DELLA CURA
di Gilberto Petrone | pubblicato il 6 ottobre 2021
Qualche settimana fa leggevo un’analisi dei procedimenti sanzionatori conclusi nell’ultimo quinquennio (2016-2020) riferiti ai consulenti finanziari, in cui si evince un trend costante di crescita relativo al numero dei provvedimenti adottati (https://www.bluerating.com/banche-e-reti/739283/consulenti-ecco-le-banche-reti-piu-cattive ).
Nel 2020, sono state deliberate 40 radiazioni dall’Albo, 28 sospensioni dall’Albo per periodi da un minimo di uno a un massimo di quattro mesi, 16 sanzioni pecuniarie di importo pari a 516 euro, 14 richiami scritti e 2 archiviazioni. In ultima analisi va sottolineato che il 40% dei provvedimenti sanzionatori deliberati nel corso del 2020 è stato rappresentato da radiazioni dall’Albo.
Oggi qui nel mio blog voglio sottolineare altresì il coraggio morale del bravo consulente, che va oltre il codice deontologico in genere indotto, prescritto, fatto da altri e che minaccia sanzioni.
L’etica professionale consiste infatti in qualcosa di più di un semplice codice, riguarda i comportamenti che scaturiscono da una costante ricerca e mediazione tra le opposte “morali” che confliggono spesso nella nostra vita quotidiana spingendoci ad assumere delle personali responsabilità. Il coraggio morale rappresenta quella perseveranza nel praticare effettivamente la moralità, nel superare la fatica di essere fedeli ai propri principi.
La parola etica deriva dal greco ethos, che significa norme di vita, il modo di comportarsi del singolo essere umano nel rapporto con gli altri suoi simili nella dimensione pubblica.
La morale, dal latino mos, riguarda sostanzialmente quello che comunemente definiamo voce della coscienza, rapporto con sé stessi; deriva dalle norme assunte dal gruppo di appartenenza, da una collettività o cultura, norme costruite nel tempo per stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Poggia sul senso di colpa.
L’etica invece si poggia sul senso di responsabilità e quindi presuppone la libertà di scelta consapevole, sia all’interno della comunità, sia nel campo delle scelte personali. Scegliere vuol dire decidere e questo ci fa rappresentare un soggetto che di fronte ad un bivio deve “tagliare”, escludere una possibilità. Decidere perciò è sempre molto difficile in quanto si viene posti davanti a dei vincoli, aspetto che sembra contrastare con la libertà.
L’etica della responsabilità di M. Weber, viene poi ampliata in etica della cura da Hans Jonas, la cura di sè, degli altri, dell’ambiente, allargata a tutta la biosfera. Jonas ritiene dunque che, anche se non può esserci reciprocità, noi esseri umani abbiamo comunque dei doveri nei confronti sia degli esseri umani che verranno, sia delle specie viventi che convivono con noi su questo pianeta.
In questo senso l’etica di Jonas è un’etica del presente per il futuro.
Ognuno dovrebbe convincersi che il proprio comportamento ha un significativo impatto diretto sugli altri, avendo il potere pedagogico di orientarli verso comportamenti più morali.
Si può davvero parlare di vendita etica quando si parla di prodotti finanziari?
La risposta è sì, perché come sostiene da tempo anche il Dott. Gaetano Megale, l’etica non riguarda il prodotto che si vende, bensì deve appartenere al professionista, che deve fare una scelta. Si tratta perciò del comportamento morale di una persona. “Ecco perché è fondamentale che il focus sia, sempre, sulla persona, e non sul prodotto».
Ci stiamo dirigendo ormai verso una vendita più sostenibile, orientata non solo sulle norme, non solo sul prodotto lecito ma principalmente sui valori.
Per questo condivido pienamente la tesi del Dott. Megale che sostiene che il bravo consulente con competenza etica deve sviluppare creativamente una gamma di valutazioni morali alternative, è una questione di immaginazione morale, attraverso la quale «avviene un ampliamento della percezione, non si vedono solo dati, cose, ma significati, valori. L’immaginazione può essere considerata un vero e proprio organo che dilata e approfondisce la percezione della realtà».
Concludo con una frase tratta dal libro di Hans Jonas “Il principio responsabilità” che afferma:
"Agisci in modo tale che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra".
